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Manoocher Deghati | Ho visto – Eyewitness

Una mostra fotografica e un virtual tour immersivo per raccontare mezzo secolo di storia vissuta e fotografata

Attraverso una vita straordinaria e il potere visivo della fotografia, Manoocher Deghati ci regala uno sguardo autentico e profondo sulle grandi trasformazioni che hanno segnato il mondo negli ultimi cinquant’anni. La mostra Ho visto – Eyewitness raccoglie i suoi scatti più iconici, selezionati da un archivio straordinario costruito attraverso il coraggio, la curiosità e un’inestinguibile sete di verità.

Nato nel 1954 a Orumieh, in Iran, Deghati è stato testimone diretto di rivoluzioni, conflitti armati, movimenti di pace e drammi umani. Il suo obiettivo ha catturato eventi chiave in oltre 30 paesi, tra cui Iran, Afghanistan, Palestina, Libano, Nicaragua, El Salvador, Kenya e Siria. Ogni immagine racconta una storia di resistenza, dignità e dolore, ma anche di speranza e rinascita.

La sua carriera nasce quasi per caso: innamorato del cinema italiano e del neorealismo, parte per Roma con lo zaino in spalla per studiare regia, senza sapere una parola di italiano. Ma la rivoluzione del 1978 lo richiama a casa, dove inizia a fotografare le manifestazioni per documentare un cambiamento epocale. Le sue foto mostrano esecuzioni pubbliche, bambini-soldato e la brutalità del regime. Dopo anni di persecuzioni, fugge in Francia, dove continua a lavorare come fotoreporter internazionale e riceve la cittadinanza francese.

È stato realizzato un virtual tour per esplorare la mostra in modo immersivo.

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Il progetto rivela anche il suo lato pedagogico: nel 2001 fonda ad Afghanistan l’ONG Aina, una scuola di giornalismo e fotografia per giovani senza accesso all’istruzione. Dai corsi nascono nuove generazioni di narratori visivi, uno dei quali ha persino vinto il premio Pulitzer.

La mostra non è soltanto una raccolta di immagini: è una dichiarazione etica e politica, un invito a guardare il mondo con occhi più aperti. Per Deghati, la fotografia è un linguaggio universale, capace di abbattere barriere culturali e ideologiche, di restituire dignità a chi viene ignorato o silenziato.

Dal 2014 vive in Puglia, dove ha scelto di rallentare il ritmo, circondato dalla natura, producendo olio e vino, lontano dai teatri di guerra. Ma il suo impegno continua, soprattutto online, attraverso l’insegnamento e il contatto diretto con le nuove generazioni di fotografi nei paesi più oppressi.